L'ansia competitiva

L'ansia competitiva

 

Tralasciando le pur utili considerazioni generali, occupiamoci del settore specifico dello sport, improntato alla competititività. E' stata riscontrata un tipo di ansia detta ansia competitiva, che si manifesta proprio nelle specifiche situazioni agonistiche, che può esprimersi come ansia di tratto (quindi stabile) oppure ansia di stato (quindi passeggera).

La teoria di Martens approfondisce proprio il comportamento dell'atleta nelle situazioni competitive, viste come eventi che si affrontano con tensione, con la messa in discussione delle proprie capacità, con l'affiorare di insicurezze e timori.

E' una condizione sperimentata da molti in prossimivtà di una gara importante. Nella mente corrono pensieri come; "QUali sono le difficoltà? Sarò in grado di farcela? Potrò ottenere un risultato soddisfacente?"

Questi dubbi attecchiscono specialmente in una personalità insicura e poco fiduciosa delle proprie capaticà e poitenzialità; si instaura una predisposizione a vivere con ansia tutte le occasioni; le conseguienze sono risultati insoddisfacenti, abbandoni dell'attività sportiva...

Quando si prende in considerazione il comportamento dell'atleta di fronta a una specifica competizione, si riscontrano due dimensioni dell'ansia:

  • l'ansia cognitiva, con aspettative negative e preoccupazioni per il risultato, con notevole impatto sulla prestazione, perchè diminuiscono la capacità attentiva e la percezione di autoefficacia;
  • l'ansia somatica, relativa a quanto può succedere al proprio corpo e al settore emotivo in vista dell'evento; questo tipo di ansia si rivela elevata fino all'inizio della prestazione, poi diminuisce e non interferisce molto con il risultato.

 

 

Graziella Dragoni