La tecnica di stretching balistico è basata su movimenti di tipo ritmico e rimbalzante . Con questa caratteristica esecutiva si vuole appositamente oltrepassare, forzando, il limite massimo del ROM. Tale metodica di sviluppo della flessibilità è potenzialmente pericolosa, oltre che criticata, per i traumi che i muscoli possono subire.
Vantaggi
Lo stretching balistico, nonostante la potenziale pericolosità, ha carattere di specificità. Per ottenere il massimo vantaggio da un programma rivolto alla flessibilità, occorre però che gli esercizi proposti siano velocità-specifici. E' necessario cioè che la velocità di allungamento adottata nel programma di stretching sia la più sovrapponibile possibile a quella che si riscontra durante l esecuzione dei gesti tecnici specifici nell ambito della disciplina praticata. Ciò nonostante, Zachazewski consiglia l adozione di un programma di stretching a velocità di flessibilità progressiva (progressive velocity flessibility program, PVFP), preceduto da un adeguata fase di riscaldamento. In pratica, si tratta di adottare un programma di lavoro in cui la velocità e l'ampiezza dell'allungamento vengono aumentate progressivamente, permettendo in tal modo un graduale adattamento delle strutture muscolo-tendinee e arrivando quindi ad affrontare i movimenti di stretching balistico minimizzando il rischio di incidenti.
Svantaggi
Il muscolo, sottoposto a sollecitazioni ritmiche, è esposto a tempi di allungamento molto ridotti e, poiché lo stretching balistico prevede esecuzioni ripetute ritmicamente, si è portati a pensare che gli allungamenti durino un tempo inferiore a un secondo circa per ogni molleggio. Ne deriva che durante lo svolgimento di un esercizio gli allungamenti muscolari, anche se numerosi, non saranno mai efficaci, perché il tessuto muscolare non avrà il tempo di adattarsi.
L'altro svantaggio si riferisce al fatto che l'allungamento è così repentino che provoca l'insorgenza del riflesso miotatico da stiramento per cui sarà difficile ottenere una soddisfacente elongazione del tessuto connettivale.
Nello stretching balistico non viene mantenuta la posizione raggiunta.
I veloci movimenti di rimbalzo e le oscillazioni aumentano la tensione muscolare e attivano i fusi neuromuscolari, e quindi il riflesso miotatico, i quali causano la contrazione dei muscoli che vengono stirati. In questo caso lo stiramento viene contrastato e può risultare meno efficace, più traumatico e doloroso.
Per mezzo dell'elasticità dei muscoli lo stretching balistico sfrutta la forza d'inerzia dei suoi movimenti, privi di controllo, per raggiungere i massimi gradi di escursione articolare.
Tanto per fare un esempio, uno dei più noti esercizi è quello che prevede, dalla stazione eretta, l'oscillazione dell'arto inferiore, che si realizza per mezzo di un abduzione dell'anca a ginocchio teso preceduta da un adduzione dell'arto stesso. Sfruttando così la forza d'inerzia l'arto è in grado di elevarsi il più in alto possibile: volgarmente diciamo che la gamba prende la rincorsa.