La motivazione al successo

La motivazione al successo

 

Raggiungere il successo vuol dire cogliere gli obiettivi dell'azione intrapresa; tale risultato, qualunque sia la meta raggiunta, incide positivamente sul comportamento futuro, sulla motivazione e sulla personalità.

Il successo va inteso non in senso assoluto, non come portatore di fama universale, ma riferito alla piena realizzazione delle proprie potenzialità, in quello specifico momento. E' un successo vincere un campionato per un atleta professionista, è

un successo portare a termine un'impresa sportiva di minore importanza per un amatore, è un successo migliorare le prestazioni precedenti.

Le persone con una forte motivazione al successo fanno poco conto sulla fortuna e molto conto sui propri mezzi. Conoscono bene tutte le proprie potenzialità, sanno dove possono arrivare; seguono il proprio istinto facendosi guidare dalla loro vera

natura; si comportano con umiltà e condividono con altri le esperienze; sono aperte a punti di vista diversi, che possono offrire nuovi spunti; non hanno fretta di raggiungere il traguardo finale, vivendo i traguardi intermedi come importanti mete di avvicinamento.

 

Come gestire il successo e come gestire l'insuccesso?

Dobbiamo ricordare che per perseguire il successo non è necessario avere dei modelli da imitare, ma che occorre trovare in se stessi l'energia interiore e l'immagine positiva. A poco serve sacrificare tutto (gli affetti, le proprie convinzioni e predisposizioni), se non si trova rispondenza nel proprio intimo.

Un atleta deve controllare l'euforia data dal successo che può provocare fenomeni di saturazione e di apatia; è la classica situazione di chi, dopo una vittoria, si addormenta sugli allori e non trova ulteriori motivazioni per continuare a dare il meglio di sé. Ma, come in tutte le cose, c'è anche un rovescio della medaglia: è l'insuccesso, che può minare nel profondo e spegnere le più forti velleità. L'atleta con mentalità vincente deve possedere anche gli strumenti

per gestire l'insuccesso, dopo una serie di prestazioni opache, dopo infortuni, dopo eventi frustranti di vario genere.

Innanzi tutto, deve saper vivere nel presente, senza ripercorrere modelli del comportamento passato o nutrirsi delle aspettative sul futuro. Conviene adottare un atteggiamento di flessibilità nella programmazione

degli obiettivi, essere pronti a modificare atteggiamenti e comportamenti in vista di ogni nuova situazione; essere

indipendenti dal giudizio di altri; non limitare la concezione del proprio valore personale solo in un campo, quello sportivo nel nostro caso, ma considerare la totalità dei valori di cui è portatore.

La prima dote che viene in soccorso è la consapevolezza, che consiste nell'accettare la realtà, anche se spiacevole e non favorevole, nel mantenere la fiducia nella propria efficacia, nel contare sulla propria volontà e nel potenziare la propria creatività.

 

Graziella Dragoni